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 Le principali spade Tolkieniane

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MessaggioOggetto: Le principali spade Tolkieniane   Mar Set 13, 2011 6:45 pm

In ogni racconto di Tolkien rivestono un ruolo importante le armi che vengono usate dai personaggi principali per combattere l’Oscuro Potere. Tra gli elfi, i Noldor erano celeberrimi per le loro spade, ed anche i Nani utilizzavano spade per combattere: ne Lo Hobbit le truppe di Dain portavano spade corte e scudi, oltre che asce. Il nano Telchar forgiò Narsil, la spada di Elendil, la quale più tardi fu impugnata da Aragorn (col nome di Andúril). Come descritto ne I Racconti Incompiuti, i Númenóreani utilizzavano una spada corta denominata eket; gli Orchi di solito usano spade ricurve (scimitarre), solitamente con la lama intrisa di veleno, mentre gli Uruk-hai utilizzano spade corte a lama larga.
Di seguito troverete un resoconto delle più importanti armi usate dai Tempi Antichi fino alla Terza Età, con la loro storia e il significato etimologico del loro nome.



Anglachel
Il nome deriva dalla radice Ang , “ferro”, ed il suffisso llach, ossia “fiamma balzante”; la spada che Eöl forgiò e che era stata infatti costruita con ferro meteorico; dopo essere stata forgiata nuovamente per Túrin essa prese il nome di Gurthang. Anglachel era in grado di tagliare qualsiasi altro ferro estratto dalla terra, e solo un’altra spada sulla Terra di Mezzo le stava alla pari, ovvero Anguirel, anch’essa forgiata da Eöl. Questi la tenne per sé finché suo figlio, Maeglin, non gliela sottrasse. Eöl donò Anglachel di malavoglia a Thingol, affinché questi gli desse il consenso a dimorare in Nan Elmoth. Thingol successivamente la donò a Beleg Arcoforte, che aveva condotto imprese degne di nota nonché ritrovato il figlio adottivo di Thingol, Túrin. Melian, la sposa di Thingol, predisse tuttavia che nella lama di codesta spada vi era ancora traccia del cuore tenebroso di chi l’aveva forgiata, e che essa non sarebbe stata a lungo con il suo nuovo padrone. E così fu invero: mentre Túrin dimorava nell’abitazione di Mîm il Nanerottolo, egli venne attaccato da una pattuglia di Orchi, che lo portarono via. Gli Orchi fecero una strage, ma Beleg, che a lungo aveva sorvegliato Túrin per proteggerlo, si salvò. Così Beleg si mise all’inseguimento degli Orchetti che avevano catturato Túrin, e alla fine trovò il loro accampamento e li sterminò. Quando tentò di liberare Túrin, però, questi, che era svenuto, si risvegliò, afferrò Anglachel e uccise Beleg, credendolo un Orchetto venuto per torturarlo. Così morì Beleg, e la profezia di Melian in questo modo si avverò. Túrin cadde in stato di follia per l’uccisione del suo amico, e, impossessatosi di Anglachel, tornò nel Nargothrond, dove rinsavì e dove Anglachel, anneritasi e smussatasi dopo la morte del padrone, venne riforgiata; essa venne da quel giorno chiamata Gurthang, “Ferro di Morte”.



Angrist
“Mannaia di Ferro”, composto dalla radice ang, “ferro”, e dal suffisso ris, “fendere”. Il coltello forgiato da Telchar di Nogrod, preso a Curufin da Beren durante una colluttazione e da questi usato per staccare dalla corona di Morgoth il Silmaril. Angrist tagliava il ferro come se fosse legno verde, e con esso Beren insieme a Lúthien compì una delle imprese più memorabili della storia della Terra di Mezzo. Beren infatti doveva portare a Thingol un Silmaril, affinché questi gli concedesse la mano della figlia Lúthien; così Beren si mise in cammino da solo verso Angband, ma Lúthien, innamorata com’era di Beren, lo seguì, ed insieme andarono nel cuore della dimora di Morgoth. Una volta che Lúthien ebbe addormentato Morgoth, Beren staccò dalla corona dell’Oscuro Signore un Silmaril; egli però si sentì attratto dagli altri due Silmaril, ma come cercò di estrarli Angrist si spezzò ed una scheggia di ferro colpì la guancia di Morgoth, facendolo gemere di dolore. Beren e Lúthien allora scapparono e riuscirono a fuggire insieme, ma senza il Silmaril, che durante la loro fuga era stato strappato insieme alla mano di Beren che lo impugnava da Carcharoth, l’enorme lupo che stava di guardia fuori ai cancelli di Angband.



Aranrúth
“Collera del Re”, dalla radice aran, “nobile, regale”, ed il suffisso rûth, “collera”. Il nome della spada di Thingol, che sopravvisse alla rovina del Doriath e passò nelle mani del Re di Númenor.



Glamdring
Significato incerto; la radice probabilmente è una trasformazione della parola glîm, “barlume”, mentre il suffisso è sicuramente derivante da ring, “freddo, gelido”. Si avrebbe così qualcosa come “freddo barlume”, che corrisponderebbe perfettamente alla peculiarità di Glamdring, che scintilla di una fiamma blu quando nei suoi pressi si aggirano Orchetti o altre creature maligne. Glamdring è la spada che Gandalf porta sempre con sé, e che egli trovò nella stessa grotta degli Uomini Neri in cui Thorin trovò Orcrist. Glamdring finì in tale grotta probabilmente per lo stesso motivo per cui vi finì anche Orcrist. La spada di Gandalf è più robusta di Orcrist, e sembra che in passato essa fosse stata cinta addirittura dal re di Gondolin, Turgon, dal cui popolo Glamdring fu forgiata. Glamdring è detta dagli Orchi Martello; questi ultimi odiano Glamdring ancor più che Orcrist.



Grond
La grande mazza di Morgoth, detta anche Il Martello degli Inferi, da questi usata nel duello con Fingolfin davanti ad Angband. Fingolfin si era spinto fino ai cancelli della dimora di Morgoth dopo essersi reso conto che il Beleriand stava andando verso la rovina; così, in preda all’ira e alla disperazione, compì un’impresa che venne raccontata nelle Ere successive, ma che ebbe un epilogo infelice. Alla fine del combattimento, infatti, Fingolfin venne ucciso dal sinistro di Morgoth, dopo che questi lo ebbe mancato molte volte, scavando buche enormi con la sua mazza. Fu chiamato successivamente Grond anche l’ariete utilizzato per abbattere il cancello di Minas Tirith durante la Guerra dell’Anello.



Gurthang
“Ferro di Morte”, dalla radice gurth, morte, ed il suffisso ang, ferro. Il nome della spada Anglachel dopo essere stata nuovamente forgiata. Essa era utilizzata da Túrin, che per via delle grandi stragi di Orchetti che faceva con la sua spada venne chiamato Mormegil, la Spada Nera. Con Gurthang Túrin uccise il Drago Glaurung alla Cabed-en-Aras, infilando la spada fino all’elsa nel suo ventre; poi, saputo che Nienor e Morwen erano morte, piantò l’elsa di Gurthang nel terreno, e si lanciò sopra la lama della spada, uccidendosi. Quando fu trovato il corpo senza vita di Túrin, ci si avvide che Gurthang era andata in pezzi; e le sue schegge vennero poste accanto al tumulo in cui fu seppellito Túrin Turambar.



Gúthwinë
Gúthwinë (In inglese antico "Amica della battaglia") era la spada appartenuta ad Éomer, che egli portò con se nella battaglia del Trombatorrione e, con ogni probabilità, anche nella battaglia sui Campi del Pelennor ed in quella davanti al Morannon.



Hadhafang
Nella trasposizione cinematografica de Il Signore Degli Anelli curata da Peter Jackson, Hadhafang è il nome della spada utilizzata da Arwen per difendere Frodo contro i Nazgul. La spada e la sua storia non fanno parte del romanzo, e sono stati inventati appositamente per il film. Stando alle fonti ufficiali della trilogia cinematografica, Hadhafang (il cui nome è un neologismo Sindarin che significa letteralmente "Massacra-folla") appartenne un tempo alla principessa elfica Idril, che amò il mortale Tuor e diede alla luce Eärendil, il padre di Elrond, che a sua volta è il padre di Arwen. Prima della nascita di Arwen, Elrond impugnò Hadhafang alla fine della Seconda Era, durante l'Ultima Alleanza, nella grande battaglia contro Sauron alle falde del Monte Fato. La lama dell'arma è decorata con delle rune (Cirth) in Sindarin che recitano: "Aen estar Hadhafang i chathol hen, thand arod dan i thang an i arwen." che tradotto diventa "Questa lama è chiamata Hadhafang, una nobile difesa per una nobile dama, contro schiere di nemici." (In Sindarin "Arwen" significa "Donna Nobile (o Regale)").




Herugrim
Herugrim era la spada di Re Théoden. Egli la affidò a Grima il Vermilinguo il quale, con la scusa di tenerla al sicuro, la nascose per lasciarla ad arrugginire. La spada venne rispolverata quando Gandalf guarì Théoden.



Narsil
“Fiamma Luminosa”, derivante dalla radice nár, “fuoco”, e sil, “luminosità”.
Il nome della spada di Elendil, fatta da Telchar di Nogrod, prima che venisse nuovamente forgiata per Aragorn. Con codesta spada Elendil si batté, insieme a Gil-galad, contro Sauron in persona. Durante lo scontro, sia Elendil che Gil-galad perirono, ma Isildur, impossessatosi del mozzicone di Narsil che era andata in frantumi sotto il corpo senza vita di Elendil, tagliò dalla mano di Sauron il dito che portava l’Unico Anello. Dopodiché, i frammenti di Narsil vennero raccolti e custoditi da Isildur, finché un giorno, alla Battaglia dei Campi Iridati, questi li affidò prima di morire al suo scudiero Othar, che dopo un viaggio travagliato superò i Monti Brumosi e giunse a Imladris, dove porse i frammenti di Narsil a Valandil, erede di Isildur, che era rimasto lì sotto la custodia di Elrond in attesa del ritorno del padre. Elrond custodì i frammenti della spada di Elendil, ma la luce che un tempo scintillava su quella spada era estinta, ed Elrond predisse che Narsil non sarebbe più stata riforgiata finché l’Anello non fosse stato ritrovato e Sauron ricomparso. Solo dopo parecchie vite di uomini Elrond ritenne opportuno fare riforgiare Narsil, perché Aragorn, figlio di Arathorn, era nato, ed Elrond prevedeva un destino importante per lui; Sauron nel frattempo era ricomparso, così Narsil venne riforgiata e chiamata Andúril.



Orcrist
“Fendiorchi”, dalla radice orc, “Orco”, e dal suffisso ris, “fendere”. La spada cinta da Thorin Scudodiquercia, temuta dagli Orchetti e da essi chiamata Coltello. Essa era stata forgiata dagli Elfi di Gondolin, e con essa gli Elfi uccisero centinaia di Orchetti durante le guerre nel Beleriand. Thorin trova Orcrist in una caverna appartenuta agli Uomini Neri. E’auspicabile che tale spada fosse finita nelle mani degli Uomini Neri perché questi, nei tempi antichi, erano stati alleati di Morgoth, ed avevano combattuto a fianco degli Orchetti. Così questi, dopo varie scorribande, potrebbero essersi impossessati delle spade degli Elfi di Gondolin. E’probabile che successivamente codeste spade, fra cui anche Orcrist, vennero tramandate di padre in figlio, fino agli Uomini Neri che le possedevano quando Thorin si impossessò di Orcrist.




Pungolo
Pungolo era un pugnale elfico forgiato a Gondolin durante la Prima Era. Pungolo venne utilizzato come spada da Bilbo, che lo trovò nel covo degli Uomini Neri insieme a Glamdring E Orcrist. Benché sia da considerarsi un pugnale per le dimensioni di un uomo o di un elfo, per un Hobbit, Pungolo può essere considerato una spada a tutti gli effetti. Bilbo diede la lama a Frodo, appena prima della partenza della Compagnia dell'Anello da Gran Burrone. Come tutte le lame elfiche, Pungolo ha la capacità magica di individuare la presenza di Orchi nelle vicinanze, risplendendo di luce azzurrina, come quando la Compagnia attraversa le miniere di Moria. Gollum, che è apertamente disgustato da qualunque cosa sia stata prodotta dagli Elfi, ha paura di Pungolo. Inoltre, Pungolo sembra avere delle peculiari proprietà di efficacia contro le ragnatele dei ragni giganti, come Shelob. Frodo asserisce che vi erano ragnatele giganti a Gondolin, e quando taglia le tele di Shelob con Pungolo, queste sembrano liquefarsi al contatto con la lama, mentre al contrario Sam scopre che è quasi impossibile spezzarle con la sua Lama dei Tumuli.




Ringil
Nel nome Ringil si riconosce solamente la radice ring, “freddo, gelido”. Ringil è il nome della spada di Fingolfin, con la quale egli si batté in duello contro Morgoth. Fingolfin, prima di morire, riuscì a infliggere a Morgoth sette ferite, per le quali l’Oscuro Signore ogni volta gemette di dolore; alla fine, quando Fingolfin era ormai moribondo, questi riuscì con le sue ultime forze a tagliare con Ringil il piede di Morgoth, e il sangue nero fumante ne uscì dalla ferita.


Font: Il Fosso di Helm, Wikipedia

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MessaggioOggetto: Re: Le principali spade Tolkieniane   Mer Set 14, 2011 12:55 am

I've never thought that the swords have those interesting names and stories.

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