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 Francois l'Olonese

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Arwen
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MessaggioOggetto: Francois l'Olonese   Ven Set 23, 2011 9:38 pm



Jean David Nau, meglio noto con il soprannome di François l'Olonnais, in italiano François l'Olonese, (Les Sables-d'Olonne, 1634 – foce del Rio San Juan (Nicaragua), 1671), è stato un pirata nonché criminale e bucaniere francese.

François l'Olonese è stato uno dei più noti bucanieri della storia, non solo per via dei suoi successi, ma anche per la sua propensione alla tortura ed uccisione delle sue vittime, che spesso faceva a pezzi personalmente con il suo coltellaccio, anche qualora avesse loro precedentemente promesso, in cambio della resa, la salvezza della vita. La sua impresa più famosa rimane senza dubbio il saccheggio delle città di Maracaibo e Gibraltar in Venezuela, allora noto come Vicereame della Nuova Granada, avvenuto nel 1666.

Durante l'infanzia e l'adolescenza lavorò come servo presso un proprietario terriero sulle coste dell'isola di Martinica. Nel 1653 si trasferì sull'isola di Hispaniola. Qui conobbe un gruppo di bucanieri, e, rimasto impressionato dai loro racconti, iniziò la sua carriera criminale, guadagnandosi l'ammirazione dei compagni e del governatore francese dell'isola di Tortuga, monsieur De La Place, che lo pose subito a capo di un piccolo legno, per combattere la flotta spagnola. La sua azione fu talmente efficace da meritarsi entro breve tempo l'appellativo di “flagello delle navi spagnole”.

Dopo questi successi iniziali, perse la nave durante una tempesta nei pressi dello Yucatan. Con essa andò a fondo anche l'ingente tesoro fino ad allora accumulato. Tornato a Tortuga, ottenne dal governatore dell'isola una nuova nave. Si diresse lungo le coste di Campeche dove subì però un inaspettato rovescio: perse quasi tutto l'equipaggio che venne catturato o ucciso dagli spagnoli, ma, grazie ad un astuto stratagemma, riuscì a salvarsi e fuggì rubando una nave nemica. Nei giorni successivi, al largo delle coste cubane, con due sole canoe ed appena 25 uomini di equipaggio, catturò un vascello spagnolo con 90 marinai a bordo; di questi solo uno ebbe salva la vita: l'Olonese lo spedì dal governatore spagnolo a l'Avana con il messaggio che avrebbe dedicato la sua vita alla pirateria e che non si sarebbe mai fatto catturare vivo.

Nel 1666 tornò all'isola Tortuga, dove, assieme ad un altro bucaniere, Michele le Basque ("il Basco"), costituì una piccola armata composta da 8 navi e 650 uomini.
In breve tempo i due compirono incredibili imprese piratesche, eleggendo a loro territorio di caccia il golfo del Venezuela: la più nota fu senza dubbio la cattura del porto di Maracaibo, dove, dopo aver commesso saccheggi e atrocità di ogni tipo, si fecero versare un'enorme quantità di tesori (oro, gioielli, verghe d'argento, tessuti preziosi) dal governatore locale, come riscatto. Proseguì la sua impresa con la città vicina di Gibraltar sulla costa sud del Lago di Maracaibo. Nonostante il pagamento di 20.000 pesos e di 500 mucche decise di saccheggiare ugualmente la città ottenendo così 260.000 pesetas, gemme, seta e schiavi.

Dopo due anni di simili scorribande aveva accumulato un immenso tesoro: lo sperperò in breve tempo dopo aver concluso il sodalizio con le Basque. Partì nuovamente in cerca di fortuna e ricchezze, deciso a catturare Granada. L'Olonnais torturava le sue vittime con macabra originalità: si dice che una volta squarciò il petto di un prigioniero spagnolo, ne estrasse il cuore e lo mangiò a morsi. Dopo aver depredato alcune navi a sud di Cuba cercò di catturare il porto di Capo Gracias-a-Dios, senza fortuna. Si diresse così verso le coste dell'Honduras dove catturò un numero imprecisato di navi e saccheggiò alcuni villaggi costieri.

Nel 1670 tentò di conquistare Città del Guatemala ma il progettò fallì. Venne sorpreso da una tempesta che fracassò sugli scogli di Pearl-Key l'unica nave rimasta; con i resti costruì una zattera e risalì il fiume San Juan dove però si scontrò con le tribù indigene e il suo equipaggio venne definitivamente sconfitto. L'Olonese morì sulle coste del golfo di Uraba, dove venne catturato da un gruppo di cannibali che mangiò lui e i pochi uomini rimastigli fedeli.

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MessaggioOggetto: Captain Jean David Nau, alias Francis L'Ollonais   Ven Set 23, 2011 9:41 pm



In his youth he was transported as an indented labourer to the French Island of Dominica in the West Indies. Having served his time L'Ollonais went to the Island of Hispaniola, and joined the buccaneers there, living by hunting wild cattle and drying the flesh or boucan.

He then sailed for a few voyages as a sailor before the mast, and acted with such ability and courage that the Governor of Tortuga Island, Monsieur de la Place, gave him the command of a vessel and sent him out to seek his fortune.

At first the young buccaneer was very successful, and he took many Spanish ships, but owing to his ferocious treatment of his prisoners he soon won a name for cruelty which has never been surpassed. But at the height of this success his ship was wrecked in a storm, and, although most of the pirates got ashore, they were at once attacked by a party of Spaniards, and all but L'Ollonais were killed. The captain escaped, after being wounded, by smearing blood and sand over his face and hiding himself amongst his dead companions. Disguised as a Spaniard he entered the city of Campeachy, where bonfires and other manifestations of public relief were being held, to express the joy of the citizens at the news of the death of their terror, L'Ollonais.

Meeting with some French slaves, the fugitive planned with them to escape in the night in a canoe, this being successfully carried out, they eventually arrived back at Tortuga, the pirate stronghold. Here the enterprising captain stole a small vessel, and again started off "on the account," plundering a village called De los Cagos in Cuba. The Governor of Havana receiving word of the notorious and apparently resurrected pirate's arrival sent a well-armed ship to take him, adding to the ship's company a negro executioner, with orders to hang all the pirate crew with the exception of L'Ollonais, who was to be brought back to Havana alive and in chains.

Instead of the Spaniards taking the Frenchman, the opposite happened, and everyone of them was murdered, including the negro hangman, with the exception of one man, who was sent with a written message to the Governor to tell him that in future L'Ollonais would kill every Spaniard he met with.

Joining with a famous filibuster, Michael de Basco,[Pg 233] L'Ollonais soon organized a more important expedition, consisting of a fleet of eight vessels and 400 men. Sailing to the Gulf of Venezuela in 1667, they entered the lake, destroying the fort that stood to guard the entrance. Thence sailing to the city of Maracaibo they found all the inhabitants had fled in terror. The filibusters caught many of the inhabitants hiding in the neighbouring woods, and killed numbers of them in their attempts to force from the rest the hiding-places of their treasure. They next marched upon and attacked the town of Gibraltar, which was valiantly defended by the Spaniards, until the evening, when, having lost 500 men killed, they surrendered. For four weeks this town was pillaged, the inhabitants murdered, while torture and rape were daily occurrences. At last, to the relief of the wretched inhabitants, the buccaneers, with a huge booty, sailed away to Corso Island, a place of rendezvous of the French buccaneers. Here they divided their spoil, which totalled the great sum of 260,000 pieces of eight, which, when divided amongst them, gave each man above one hundred pieces of eight, as well as his share of plate, silk, and jewels.

Also, a share was allotted for the next-of-kin of each man killed, and extra rewards for those pirates who had lost a limb or an eye. L'Ollonais had now become most famous amongst the "Brethren of the Coast," and began to make arrangements for an even more daring expedition to attack and plunder the coast of Nicaragua. Here he burnt and pillaged ruthlessly, committing the most revolting cruelties on the Spanish inhabitants. One example of this monster's inhuman deeds will more than suffice to tell of. It happened that during an attack on the town of San Pedros the buccaneers had been caught in an ambuscade and many of them killed, although the Spaniards had at last turned and fled. The pirates killed most of their prisoners, but kept a few to be questioned by L'Ollonais so as to find some other way to the town. As he could get no information out of these men, the Frenchman drew his cutlass and with it cut open the breast of one of the Spaniards, and pulling out his still beating heart he began to bite and gnaw it with his teeth like a ravenous wolf, saying to the other prisoners, "I will serve you all alike, if you show me not another way."

Shortly after this, many of the buccaneers broke away from L'Ollonais and sailed under the command of Moses van Vin, the second in command. L'Ollonais, in his big ship, sailed to the coast of Honduras, but ran his vessel on a sand-bank and lost her. While building a new but small craft on one of the Las Pertas Islands, they cultivated beans and other vegetables, and also wheat, for which they baked bread in portable ovens which these French buccaneers carried about with them. It took them six months to build their long-boat, and when it was finished it would not carry more than half the number of buccaneers. Lots were drawn to settle who should sail and who remain behind. L'Ollonais steered the boat towards Cartagena, but was caught by the Indians, as described by Esquemeling. "Here suddenly his ill-fortune assailed him, which of a long time had been reserved for him as a punishment due to the multitude of horrible crimes, which in his licentious and wicked life he had committed. For God Almighty, the time of His divine justice being now already come, had appointed the Indians of Darien to be the instruments and executioners thereof."

These "instruments of God," having caught L'Ollonais, tore him in pieces alive, throwing his body limb by limb into the fire and his ashes into the air, to the intent "no trace nor memory might remain of such an infamous inhuman creature."

Thus died a monster of cruelty, who would, had he lived to-day, have been confined in an asylum for lunatics.

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