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 La Leggenda del Bufalo Bianco

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Arwen
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MessaggioOggetto: La Leggenda del Bufalo Bianco   Mar Ott 11, 2011 12:26 am



Tanto tempo fa, prima che noi nascessimo, vi erano due fratelli che giocavano nella grande pianura con arco e frecce. Il maggiore era un giovane a modo: era molto attento e notava quando gli altri avevano bisogno. Il più giovane, invece, pensava prima di tutto a sé stesso. Una mattina, mentre il sole dipingeva la pianura di un color rosa pallido, i due fratelli si sedettero ad ammirare l'alba.
Il fratello maggiore, immerso nel silenzio, notò in lontananza una strana nuvola di polvere biancastra che sembrava correre velocemente nella loro direzione. Presto una brezza si alzò, mentre la nuvola procedeva a gran velocità. I due fratelli restarono immobili. Mentre la nuvola si avvicinava i due si accorsero che, in realtà, si trattava di una bellissima donna che sembrava fluttuare sulla pianura. I suoi lunghi capelli lucenti ondeggiavano come una brezza gentile. Ella era completamente vestita con un abito in pelle di daino bianco e sulle sue spalle si notava un fagotto. Il fratello maggiore era come paralizzato perché aveva compreso subito che la donna era uno spirito sacro e che avrebbe portato loro un messaggio. Il più giovane, che scorse solo la sua bellezza, si innamorò immediatamente. "Questa donna è fatta per me!" pensò tra sé e poi le corse incontro. A quella vista la donna si arrestò, gettò a terra il fagotto e allargò le braccia. Mentre abbracciava il giovane una nuvola di polvere bianca li avvolse. Il fratello maggiore attese, mantenendo gli occhi fissi sulla nuvola. Dopo pochi minuti soffiò un po' di brezza che la fece svanire: la donna era sola e ai suoi piedi vi era un mucchietto di ossa umane. "Tu sei un uomo saggio" disse la donna al fratello maggiore, guardandolo negli occhi. "Vai dal tuo capo e avvisalo che sto arrivando. Digli di costruire una tenda che sia ampia abbastanza da raccogliere tutta la vostra gente. Quando tutti saranno riuniti nella tenda, io arriverò." Il giovane fece un inchino e si diresse subito verso il teepee del capo tribù.
Questi ascoltò ed annuì. Egli, come il giovane, sapeva infatti che la donna era uno spirito sacro. Tutti i membri della tribù smantellarono le loro tende per avere abbastanza pelli e pali a sufficienza per costruire la grande tenda. Terminato il lavoro tutti vi si riunirono: c'era nell' aria grande eccitazione. "Sta arrivando ! Vedo la nuvola!" disse un ragazzo. Infatti una nuvola stava avvicinandosi a gran velocità sulla pianura. Quando lo spirito misterioso arrivò, tutti videro, come il fratello maggiore, una donna dai lunghi capelli che fluttuavano nell' aria come il vento stesso; essi videro che aveva occhi grandi e neri che emanavano dolcezza, proprio come quelli di una madre, e furono incantati dal suo sorriso, pieno di saggezza e di amore.Tutti i membri della tribù sentivano di amare quella donna e i loro cuori erano pieni di ammirazione per la sua saggezza. Tutti la guardavano mentre percorreva la tenda in ogni direzione, fino a quando si arrestò di fronte al capo tribù, seduto al posto d'onore. La donna prese il fagotto e lo mostrò al capo: "Conservalo sempre con amore poiché contiene una pipa sacra che ho portato per te e per la tua gente. Poi, con delicatezza, aprì il fagotto. "La Terra è vostra Madre e quando camminate rivolgetele una preghiera." La donna prese la Pipa e la alzò perché tutti potessero vederla, poi mostrò loro il fornello, fatto di pietra rossa, ed il bufalo intarsiato su un lato. "Il bufalo è il simbolo dei figli a quattro zampe della Madre Terra. Il cannello della pipa, fatto di legno, è il simbolo di un altro Suo figlio: la vegetazione" continuò lo spirito. Dal cannello della pipa pendevano dodici piume: "Queste piume d'aquila sono il simbolo delle nostre sorelle e dei nostri fratelli alati" disse. "Siamo tutti una famiglia. Quando fumerete questa pipa, direte una preghiera per il bene di tutti i figli della Madre Terra e, quando pregherete con questa pipa, tutti gli esseri dell' Universo saranno una sola grande famiglia. " Poi prese una pietra rossa dal fagotto, l'appoggiò a terra, la toccò con il fornello della pipa e disse: "Questa pietra proviene dal corpo stesso della Madre Terra su cui noi viviamo. Al sorgere del sole ricordatevi sempre che tutti gli uomini che vivono sulla Terra sono vostri fratelli e vostre sorelle: trattate li perciò sempre con grande rispetto."
Poi diede il fagotto, la pipa e la pietra rossa al capo tribù. La donna indicò i sette cerchi scavati sulla pietra e disse che ognuno rappresentava una cerimonia sacra. "Oh, capo tribù, il Grande Spirito ti dona questa pipa, così avrai la Conoscenza. lo ti insegnerò la prima cerimonia e tu imparerai le altre al momento opportuno!" Quindi insegnò al capo la cerimonia che serve a tenere lo spirito dei morti vicino alla tribù. "Quando muore qualcuno, la persona scelta per conservare lo spirito del morto fumerà la pipa. Quella persona dovrà essere buona e pura. Il giorno in cui l'anima lascerà il corpo, quattro donne diverranno sacre e da queste stesse donne nasceranno dei figli. In questo modo i membri della vostra tribù saranno sempre più numerosi e tutti voi sarete benedetti. " Tutti la ascoltavano e tutti credevano alle sue parole. "Io sono il simbolo delle quattro epoche della vita: da sempre veglio su di voi e alla fine ritornerò". Tutti si chiedevano che cosa significassero quelle ultime parole. Poi la videro allontanarsi di nuovo verso il sole. Nessuno riusciva a distogliere lo sguardo mentre si dirigeva alla grande pianura. Poi la donna si arrestò, si sedette e si guardò indietro.
Quando si alzò, pochi istanti più tardi, ci fu un' esclamazione generale di meraviglia: la bellissima donna si era trasformata in un cucciolo di bufalo rosso e nero, che si allontanò verso l'orizzonte, ma poi si arrestò di nuovo, si coricò sul dorso e li guardò. Poi si alzò ancora e, in quel momento, il suo manto spesso e ricciuto apparve bianco come la neve. Nessuno riusciva a distogliere gli occhi da quell'incredibile spettacolo. Poi, dopo pochi passi, il bufalo si arrestò nuovamente, si coricò sul dorso e li guardò. Questa volta il suo manto divenne di nuovo nero e rosso. Il bufalo continuò la sua corsa: quasi ai piedi delle colline l'animale si fermò ancora una volta e si girò. Poi fece quattro inchini ai quattro punti cardinali e quindi trasmutò in frammenti di luce. Un soffio di brezza scosse l'aria e poi svanì. La tribù si prese cura della Pipa donata dal Sacro Spirito, insegnando le sacre cerimonie ai figli. In seguito la tribù apprese che, cambiando colore, il bufalo aveva mostrato loro le quattro epoche della vita. Da allora ogni nuova era è annunciata dalla nascita di un bufalo speciale.

Fonte: La Porta Dei Sogni Di Selenia

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