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 Plague's Stones

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AutoreMessaggio
Yelle
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MessaggioOggetto: Plague's Stones   Sab Mar 09, 2013 1:59 pm


Parte prima: la Pietra della Vita
Era il Gennaio del 1353 e, da tempo, ormai, la Peste stava trascinando gli uomini lontano dalla vita terrena, come un velo nero sopra una candela. Ma Lief, un ragazzo della campagna inglese, semplice contadino, non ne sapeva altro che un piccolo accenno. Fino a quando l’unico uomo che viveva con lui si ammalò: suo nonno.
Quella notte, Lief rimase sveglio al suo capezzale.“Non morire” sussurrava, la voce sopraffatta da pioggia, tuoni e lacrime “Prima mia madre, mio padre poi tu...no, ti prego. Prenderò qualcosa, te lo prometto” gli sussurrava di continuo. L’uomo afferrò un sacchetto di cuoio che teneva tra le mani. Lo porse al nipote “Prendila. E’ la Pietra della Vita. Ti proteggerà, a me non serve più a nulla, ormai” gli accarezzo i capelli biondi. Lief afferrò il dono che si rigirò tra le mani per tutta la notte, pur non sapendone il contenuto.
Quando la mattina arrivò portando con sé un freddo sole alto nel cielo, Lief uscì dalla capanna inoltrandosi in una piccola foresta poco lontano da casa. Voleva cercare qualche erba da dare al suo amato nonno. Quando raggiunse un piccolo laghetto circondato da alberi estrasse il dono dal cuoio: una pietra viola attraente brillava come diamanti. Un riso malvagio si espanse nell’aria. Qualcosa lo colpì alle spalle, facendolo cadere in acqua. Poi tutto divenne buio e cadde nell’oscurità. Quando riaprì gli occhi il sole ondeggiava tra le foglie verdi e fredde degli alberi sopra di lui. Si alzò immediatamente e, fradicio e infreddolito, si osservò attorno. Una figura incappucciata lo osservava seduta su un ramo, il pugnale sguainato, il volto nascosto dalle frange dell’oscurità. Lief indietreggiò spaventato “Cosa vuoi?” domandò tremando.
“Niente” rispose una voce femminile.
“Sei stato tu a colpirmi?”. La figura scese dall’albero, su cui si era accomodata, togliendosi il mantello. I capelli castani sfrigolarono al vento, gli occhi verdi brillavano al sole. Ripose l’arma nel fodero sulla cintura “Io sono Mirabelle. Non sono un uomo e non ti ho colpito io” sorrise, un sorriso amaro che fece ricordare a Lief la Pietra della Vita. Si mise a cercarla a terra, ma non trovò nulla “Dov’è?” sussurrò spaventato.
“Cerchi questo?” chiese Mirabelle. Poi gli lanciò un sacchetto di cuoio. Lief lo afferrò avaro, ma lo trovò vuoto “E’ vuoto” le disse “Era pieno una volta!” sbottò lanciandolo.
“Lo so. Io ho visto tutto.” Intervenne la ragazza “Ora Lui ha preso anche la tua: è la fine”
Parte due: Zantorian
I due erano seduti sull’erba. “Anch’io avevo una pietra, una volta” disse lei “era verde e bellissima. Poi Lui mi ha trovata, strappandola sia a me che a mio fratello, uccidendolo” disse quasi tra i suoi pensieri “Sono fuggita diventando una...brigante dei boschi. Vivo assalendo carri e carrozze, molti lo fanno. Comunque ora credo le abbia tutte. La Peste ci ucciderà”
“Cosa c’entra la Peste con questo?”
“Sono andata molte volte al suo castello, vedendolo crogiolarsi tra libri e sogni di dominazione. Da quanto ho capito, lui, Zantorian, vuole le tre pietre per distruggere il nostro popolo. Sono pietre magiche”. Si alzò di colpo “Io me ne vado, adesso. Addio”
“Aspetta!” la fermò Lief “Non voglio lasciare mio nonno a morire. Se posso distruggere la Peste, farò tutto il possibile.”
Si inoltrarono nella foresta che, andando sempre più avanti, si fece più buia e tetra. Finché non raggiunsero un prato secco e arido. Al di là di esso un castello di pietra si ergeva tra le rocce acuminate come punte di lame. Si avvicinarono di soppiatto, trovando una finestra da cui entrare. Una volta dentro percorsero molti corridoi e attraversarono numerose stanze prima di raggiungere una luce, che parve di fuoco, provenire da una stanza nella torre più alta. “Tieni” Mirabelle gli porse il pugnale, estraendone un altro dall’alto stivale “Quando dico di entrare, entriamo. Capito?” trascorsero alcuni secondi “Andiamo!” si precipitarono all’interno, vedendo la stanza vuota, un solo tavolo ornava la torre: bianco con tre pietre poggiate su di esso. La luce del sole entrava da un foro sul tetto, illuminando le pietre di un rosso acceso. Un uomo in armatura lucente, incappucciato rise vedendo i due giovani entrare di soppiatto. Afferrò un’ascia da terra e si avvicinò a loro. I due si spostarono deviando il colpo. “Perché le hai rubate?” chiese Mirabelle piena d’odio.
“La stregoneria non ha confini!” si tolse l’elmo facendo brillare due occhi rossi come braci. I capelli neri e lunghi erano intricati come rovi “Io, io la comando, creando un mio esercito, un mio castello, un mio mondo” rise facendo roteare l’ascia che, per poco non colpì Lief, facendolo cadere. All’improvviso, dalle tre pietre fuoriuscì un’ombra nera. Le corna ricurve e i denti affilati. L’uomo si prostrò ai suoi piedi “Altezza” disse “Le tre pietre sono state ritrovate. La mia ricompensa?”. La voce che gli rispose fu buia, oscura: il Male era uscito dal suo palazzo sotterraneo. “La morte” alzò un artiglio, staccando di netto la testa del mago. Il suo sguardo nero si posò sui due “Morite o fuggite?” gli chiese. Lief stette per fuggire quando Mirabelle si avventò contro la figura che gridò “Morite!” sfoderò un artiglio verso la ragazza. Lief le si avventò contro, spingendola a terra, ma la sua mano sfiorò appena il braccio della creatura della notte. Un istante più tardi una macchia nera apparve nel punto in cui sfiorò la bestia.
“La Peste!” gridò Mirabelle correndo verso di lui. L’ombra non si fermò e, con un artiglio colpì la mano della ragazza, che lo evitò di colpo facendo cadere una corda che reggeva una piccola croce di legno. L’ombra gridò coprendosi gli occhi “Luce!” poi divampò in una nube di fumo. La terra tremò. “Andiamo via!” gridò Lief. Corsero verso la porta di legno, ma era sprangata. “La finestra!” obbiettò Lief “ma moriremmo!”
“Andiamo” Mirabelle lo prese per mano. Ma Lief si divincolò “Aspetta” gridò alzando il pugnale “Le pietre!” andò a colpire ciascuna pietra, distruggendola in un fascio di luce. Poi, entrambi, si gettarono dalla torre, sapendo che la morte li avrebbe accolti a braccia aperte. Invece caddero sopra un carro pieno di paglia, invitarono il cavallo che lo guidava a correre. Lasciando per sempre il castello del Male, corsero verso giorni di luce per anni e anni in cui, della Peste, non si vide neanche l’ombra.

Spero vi sia piaciuto, mellyn.

Yelle
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MessaggioOggetto: Re: Plague's Stones   Sab Mar 09, 2013 4:21 pm

Interesting story. Actually, evil can be found everywhere. The most important thing is to find a quiet and peaceful place but I believe this is not very easy. study

_________________
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Yelle
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MessaggioOggetto: Re: Plague's Stones   Sab Mar 09, 2013 5:11 pm

Suilad,
I think you're right, Michaela. Evil have always been everywere, the most important thing is to believe in light, not in darkness.

Yelle
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