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 I tesori nascosti di Isla del Coco

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MessaggioOggetto: I tesori nascosti di Isla del Coco   Dom Gen 30, 2011 6:11 pm

La storia dell'isola del Cocco (isola nell'Oceano Pacifico che appartiene alla Costa Rica) sembra essere indissolubilmente legata a quella dei pirati e degli innumerevoli tesori che essi vi nascosero e che ancora oggi si cercano. Per la verità, sull’isola del Cocco di tesori ne sono stati nascosti almeno tre. Ma il tesoro più grande ivi sepolto è sicuramente quello che viene chiamato il "bottino di Lima" la cui storia ha inizio nel 1820 nel corso della guerra di indipendenza tra Cile e Perù.. Siamo nel 1821, Lima e il suo porto, Callao, sotto il dominio della Spagna sono incalzati dall’Esercito e dalla Marina cileni da est e da ovest e da Simon Bolivar da nord. La maggiore apprensione di notabili e religiosi spagnoli si concentra sugli sfarzosi arredi che impreziosiscono la Cattedrale di Lima. In fretta e furia, il ricco tesoro viene caricato in un giorno ed una notte su decine di forzieri, casse e bauli e trasportato fino a Callao. Qui, l’unica nave in grado di prendere il mare è proprio la Mary Dyer, battente bandiera britannica al comando del capitano scozzese William Thompson e di Forbes, primo ufficiale. Come stabilito dai patti, la Mary Dyer si diresse verso Panamá, ma la tentazione per Thompson e Forbes era troppo ghiotta: nottetempo fecero uccidere le poche guardie spagnole e il sacerdote, gettando i loro corpi agli squali e deviarono verso Coco. L’isola era il posto ideale per occultare il tesoro di Lima, fuori dalle rotte più battute, quasi inaccessibile, dotata di sorgenti d’acqua dolce e a distanza di sicurezza dalle coste dell’America Centrale. Con le undici scialuppe della Mary Dyer, ci vollero ben quattro giorni per scaricare nell’unico approdo sicuro dell’isola, la Baia di Chatam, l’intero tesoro, che comprendeva fra l’altro: monili e oggetti spagnoli, pietre e metalli preziosi di antichissima origine Inca, lingotti e monete spagnole e messicane, reliquie religiose e statue raffiguranti la Vergine Maria, fra le quali una d’oro massiccio di 350 kg ad altezza d’uomo, incastonata da oltre 1.600 smeraldi, topazi e diamanti, il tutto contenuto in forzieri e scrigni di legno di cedro ed argento, a loro volta impreziositi di gemme, pieni zeppi di reliquiari e candelabri d’oro e d’argento, anelli, catene, pietre tagliate e grezze. Sbarcato il carico scottante, Thompson e Forbes, braccati dalla flotta spagnola, probabilmente affondarono la Mary Dyer nei pressi della costa (ma vi sono diverse teorie in proposito), inventandosi di sana pianta un improbabile naufragio, che naturalmente non venne creduto dalle autorità spagnole: fu così che un membro dell’equipaggio, tormentato dalla frusta, raccontò la verità. Tutti i marinai furono giustiziati, ad eccezione del capitano Thompson e di Forbes, gli unici che avrebbero potuto indicare l’esatta ubicazione del tesoro di Lima ai legittimi proprietari. Sbarcati a Coco insieme ai loro carcerieri, Thompson e Forbes, dopo aver effettuato una digressione all’interno dell’isola, con un balzo improvviso fuggirono nella fitta boscaglia, fino a far perdere le loro tracce. Dopo due settimane di strenue ricerche, i soldati spagnoli, per nulla avvezzi all’orografia e al clima caldo-afoso di Coco, abbandonarono le ricerche e tornarono alla base. Forbes e Thompson riuscirono a sopravvivere sull’isola per mesi, nutrendosi di frutti selvatici e nascondendosi ogni qualvolta le autorità spagnole inviavano nuove spedizioni alla ricerca dei due fuggiaschi. Fu una baleniera britannica attraccata a Coco per rifornirsi d’acqua dolce, a portarli in salvo. William Thompson morì in miseria nel 1845 a Saint John, con un segreto milionario che negli ultimi anni della sua vita rivelò, centellinandolo, all’uomo che lo aveva curato e ospitato fino alla fine, il marinaio John Keating. Successivamente Keating non rivelò a nessuno, in dettaglio, l’esatta ubicazione del tesoro, neppure al genero e alla giovane moglie, avida quanto interessata: anche per questo motivo il tesoro non fu più trovato neppure dai suoi parenti più stretti. La storia successiva di Coco è costellata di ricerche infruttuose, spedizioni effettuate anche con strumentazioni sofisticate, ma dagli esiti fallimentari, invidie e gelosie fra i vari cercatori, sfociate a volte in veri e propri omicidi. Solo un avventuriero belga, Petrus Bergmans, naufragato a Coco negli anni ’30, riuscì a ritrovare alcuni gioielli e una statua della Vergine, alta 60 cm., molto più piccola di quella ad altezza uomo descritta nei resoconti del 1821, ma la sua spedizione successiva finì per la bancarotta della società che l’aveva finanziata.
Forbes, durante la sua vita, non rivelò a nessuno la vicenda della Mary Dyer: per questo motivo, quando suo figlio, James Alexander Forbes II ricevette in eredità la mappa di un tesoro, non vi diede molta importanza, continuando ad occuparsi dei suoi affari. Fu il nipote, James Alexander Forbes III a interessarsene nel 1937. Trovò tre soci, un famoso assicuratore, un avventuriero e un marinaio, ma quando nel 1939 tutto era pronto per la spedizione, Forbes morí improvvisamente. Il destino volle che fosse, Jimmy Forbes IV, il pronipote, a tornare sulle orme del suo bisnonno, ma la prima spedizione, effettuata alla fine del 1939 con i tre soci di suo padre, fallì per i dissidi e le incomprensioni fra i membri della missione. Nella primavera dell’anno successivo, conobbe Fred Lewis, un ricco proprietario di un panfilo di lusso, che si offrì con la sua imbarcazione, dotandola di modernissime apparecchiature, fra le quali l’ultimo modello di metal detector, argani e strumentazioni geo-minerarie, ma la ricerca fu tutt’altro che agevole, nonostante l’appoggio delle Autorità costaricane, che offrirono loro una decina di uomini, con il compito ufficiale di aiutarli, ma di fatto inviate per sorvegliare l’esito dell’operazione. La verità è che circa un secolo prima, John Keating aveva spostato almeno una parte del tesoro di Lima in un altro luogo dell’isola e questo fatto complicò le cose. Riuscirono a scoprire un grande masso dove erano scolpite una freccia e la lettera “K”, forse l’iniziale di Keating, ma pur avendo scavato un’enorme fossa intorno ad esso, non trovarono nulla, almeno così è scritto nelle cronache ufficiali. In realtà Forbes, seguendo nottetempo la direzione indicata dalla freccia, trovó una parte del tesoro. Per questa ragione, una volta decretato l’esito negativo della missione, tornó per altre tre volte a Coco, con barche ed attrezzature più modeste per non dare nell’occhio, ma a colpo sicuro, imbarcando diversi arredi e monili all’insaputa delle Autorità del Costa Rica, sebbene la parte più consistente del tesoro sia ancora sull’isola.
Coco è un’isola maledetta, se non addirittura stregata, e lo è stata per tutti coloro i quali si sono scannati o più semplicemente rovinati per scandagliarla. Nelle oltre 300 spedizioni effettuate sull’isola, qualcuno è riuscito a trovare qualcosa, come John Keating, Petrus Bergmans e Forbes, qualcun altro ha coperto le spese delle spedizioni, pubblicando le sue memorie, come fece Sir Malcolm Campbell nel 1929, altri trovarano scheletri con coltelli piantati nel costato, oppure intravidero il tesoro attraverso una fenditura nella roccia, salvo poi cadere rovinosamente lungo i ripidi pendii dell’isola battendo la testa, e dimenticando così il luogo esatto della scoperta, come capitò a un certo Bob Flowers nei primi del ‘900: ma la maggior parte dei cercatori fece fiasco, rimediando soltanto punture di insetti e morsi dai grossi granchi del Coco, o perdendo una fortuna, come accadde all’attrice inglese Moira Lister, con le sue mappe dettagliate e il suo avveniristico magnetometro nel 1987. Ma il tesoro di Lima è ancora lì, prova ne è il fatto che nel 1998 un satellite della NASA individuò a Coco tre depositi d’oro, di cui uno sotto il mare, nei pressi della costa, spingendo il governo costaricano a stanziare altri fondi per le ricerche...

Fonte: El Pimpi
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MichaelaFairy
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MessaggioOggetto: Re: I tesori nascosti di Isla del Coco   Dom Gen 30, 2011 6:57 pm

Beautiful...I think many pirates bury their treasure , they would be so foolish as to create a map to its location , because it can fall into the wrong hands.
The most important thing when burying treasure is to know to find it , before it is found by others...
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AleTheElf
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MessaggioOggetto: Re: I tesori nascosti di Isla del Coco   Mar Feb 01, 2011 3:30 pm

Per chi è cresciuto,come me, sognando con i "Goonies", questo post è una vera chicca! cheers

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MessaggioOggetto: Re: I tesori nascosti di Isla del Coco   Mar Feb 01, 2011 3:44 pm

Conoscevo per sommi capi la storia del leggendario "bottino di Lima"...Adesso apprendo altri dettagli molto interessanti... Grazie Cernunnos80! cheers

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nel mondo VIVO O MORTO lei ti seguirà!
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