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 Il Colibri' ed i suoi colori

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AleTheElf
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MessaggioOggetto: Il Colibri' ed i suoi colori   Ven Mar 18, 2011 11:03 am

I colibrì appartengono alla famiglia dei Trochilidi, propria dell'America centrale e meridionale, e sono i più piccoli uccelli esistenti (tra 6 e 22 cm): la specie gigante del gruppo presenta le dimensioni di un rondone, cioè la Patagona gigas, mentre le specie più piccole come la Calyptes helenae di 2,4 cm, la Mellisuga minima di 2,6 cm ed il Chaetocercus bombus di 2,8 cm, hanno le dimensioni di un calabrone. Essi si nutrono di nettare che suggono inserendo il lungo becco nelle corolle dei fiori. Durante questa operazione riescono a rimanere sospesi nell'aria quasi immobili grazie a un rapidissimo movimento elicoidale delle ali, che può raggiungere la velocità di 80 battiti al secondo. Il battito delle ali è così frequente e rapido da produrre un sonoro ronzio, per questo motivo i colibrì sono detti anche uccelli mosca (in inglese: hummingbird, uccello dal volo ronzante). La voce di questi piccolissimi uccelli è composta da brevi note acute. Un trillo veloce ed un paio di note acute sono la composizione del canto d’amore dei maschi. I richiami vengono emessi in volo. La riproduzione avviene con la costruzione di piccolissimi nidi costruiti con muschio e tela di ragno posti sopra un ramo orizzontale od uno stelo, su cui la femmina depone una o due uova per volta. In America i colibrì furono conosciuti maggiormente alla fine dell’ottocento perché le loro piume servivano per adornare i copricapi delle dame dell’epoca. Oggi, per fortuna, questa pratica è stata abbandonata. Tutte le specie vengono studiate regolarmente e sono considerate un patrimonio naturale protetto dagli enti governativi della zona in cui vivono.

LEGGENDA: IL COLIBRÌ E IL COLORE DEGLI UCCELLI
Attraverso i campi, per la foresta e nelle valli corse subito la voce: "Domani ci sarà la grande assemblea. Domani nessuno deve mancare!"
Da un albero all'altro, di ramo in ramo, di nido in nido, volavano gli uccelli a trasmettere la notizia. Dovevano riunirsi per trattare un affare molto importante… Tutto incominciò quando il colibrì, guardandosi le piume, sospirò:
"Come sarebbe bello avere le piume del colore dei fiori!… ".
Tanto tempo fa, infatti, gli uccelli avevano tutti lo stesso colore: il colore della terra. Invece i fiori! Che colori vivaci avevano! Rosso, giallo, azzurro… Colori così diversi e lucenti che gli uccelli se n'erano innamorati. Per questo, quando il colibrì disse: "Che bello se io avessi le piume del colore dei fiori", tutti gli altri uccelli cominciarono a pensare:
"Se io fossi rosso…"
"Se io fossi azzurro…"
"Se io fossi giallo…"
"Io vorrei avere tutti i colori…"
"Io rosso, azzurro e giallo. "
"Io, verde. "
"Come sarebbe bello! ".
Ci fu un tale pigolio e cinguettio di voci confuse che non si capì più niente. La civetta allora disse tre volte: "Cist! Cist! Cist!" Tutti zittirono. "Faremo una riunione", disse strizzando un occhio, "e decideremo il da farsi. Domani, tutti qua" continuò strizzando l'altro occhio. Il giorno dopo tutti gli uccelli giunsero al bosco. Il pappagallo, il fringuello, la cutrettola e il canarino. Il cardinale, l'arara, l'usignolo e la monachella, Il picchio, la cocorita, l'uccello mosca col pettirosso, l'uccello muratore, il merlo e il tordo. Poi molti, molti ancora. C'erano tutti, nessuno mancava. Si diffuse subito un tale cicaleccio che non si capi' più nulla. Come avrebbero fatto a dipingere le loro piume? Dove trovare i colori? Alcuni dicevano una cosa, altri un'altra. Quand'ebbero espresso la loro opinione la civetta allora disse tre volte: "Cist! Cist! Cist!" e tutti zittirono. "Abbiamo deciso che la cosa migliore è metterci in viaggio verso il cielo per chiedere al dio Inti, il dio Sole, la grazia che dipinga le nostre piume come dipinse i fiori", disse socchiudendo tutti e due gli occhi. La proposta fu approvata da tutti. Sognando già gli splendidi colori, gli uccelli cominciarono a prepararsi per il viaggio. Sarebbe stato un viaggio difficile, molto lungo… era così lontano il cielo! All'alba, prestissimo, partirono tutti. O meglio, tutti no. Alcuni rimasero perché il loro colore della terra non era poi tanto brutto, e a qualcuno piaceva. Anche il colibrì rimase: piccolo com'è, non poteva volare così in alto.
"Non importa" disse "andate voi, io resterò qui a giocare coi fiori perché non si sentano tristi per la vostra lontananza." E così spiccarono il volo; e volarono, e volarono, volarono sempre più in alto fino a stancarsi le ali. Ma continuavano lo stesso a volare, senza fermarsi mai. Fu allora che il dio Inti, sbirciando da dietro una nuvola, li vide salire affannosamente per giungere a lui. Impietosito pensò: "Poveri uccellini! Il loro desiderio è giusto e molto bello. Ma non potranno mai giungere fino a me. Non ne avranno la forza e il mio calore li ucciderà." Allora la dea Mammaquilla, la dea Luna, gli sussurrò:
"Perché non li aiuti, potente Inti?"
"Lo farò" rispose il Sole. Il dio riunì alcune nuvole sparse e diede loro l'ordine di piovere. La pioggia cominciò. Gli uccelli, spaventati, si lamentavano della triste sorte. "Adesso, cosa facciamo? " "Siamo così stanchi!… "
"La terra è già lontana! " "E il cielo è più lontano ancora…"
Ma Inti, in quel momento comandò che la pioggia cessasse e, aprendo un focherello tra le nubi, mandò qualcuno dei suoi raggi. Fu come un prodigio. Ciò che allora videro gli uccelli era così bello che stentarono a crederci. Un grande arco attraversava il cielo: un arco di sette colori che incominciava qui, percorreva il cielo con una curva perfetta e terminava là, dall'altra parte.
Sì, quello era più bello di tutti i colori dei fiori. Quello era il colore del cielo! Gli uccelli impazzivano di gioia: volavano di qua e di là inzuppandosi dei colori dell'arcobaleno come in un bagno di magia, alcuni si vestivano d'azzurro, altri di rosso, altri di giallo; altri ancora passavano dal rosso all'azzurro, dal giallo all'arancione o dal verde al viola. Uno solo, quasi ubriaco, attraversò tutti i sette colori; per questo ancora oggi si chiama "sette colori". C'era chi intingeva il corpicino in un colore e il capo nell'altro; chi si spruzzava solo alcune piume di qua, altre di là… Non s'era mai vista una cosa simile. E il dio Inti sorrideva, felice. Al ritorno la gazzarra fu generale: cantarono e ballarono sette giorni in onore del dio Sole e della dea Luna. Tutti fecero festa; anche i passeri e gli altri uccelli rimasti del colore della terra. E il colibrì? Anche il colibrì. Perché i fiori, riconoscenti della sua compagnia, gli avevano regalato un poco del loro colore. Per questo ha colori così delicati, sfumati e cangianti; ma è tanto piccolo e mobile che noi appena possiamo notarli. Come dicevamo la festa durò sette giorni, cioè fino a quando la civetta, per tre volte, sentenziò:
"Cist! Cist! Cist!"... E strizzando prima un occhio e poi subito l'altro disse: "È già ora di andare a dormire."

(Leggenda degli indios Calchaquì)

Fonri & riferimenti:
Animalinelmondo.com


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MessaggioOggetto: Re: Il Colibri' ed i suoi colori   Ven Mar 18, 2011 8:28 pm

Near my house there is a old fashion house that has a huge beautiful garden.
Every summer I see hummingbirds there and I'm trying to paint them. They are very beautiful.
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MessaggioOggetto: Re: Il Colibri' ed i suoi colori   Ven Mar 18, 2011 11:13 pm

Bellissima leggenda, degna di questo piccolo grande uccello! Sono sempre rimasto affascinato dai colori e dalla grande vitalità sprigionata da un esserino cosi' piccolo, con il suo incessante battito d'ali... Quoto con piacere il post, caro Oste cheers

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MessaggioOggetto: Re: Il Colibri' ed i suoi colori   Sab Mar 19, 2011 3:16 pm



Magnifique ton récit sur le Colibri J'adore ca ! mais je te sugère si tu le veux bien ce vidéo avec une musique calme qui va bien avec les colibri

Keewna
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MessaggioOggetto: Re: Il Colibri' ed i suoi colori   

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