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 Storia del Fazzoletto

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FairyViolet
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MessaggioTitolo: Storia del Fazzoletto   Gio Apr 28, 2011 10:14 am

Qualche tempo fa, mentre facevo fisioterapia, ho letto un'articolo sulla storia del fazzoletto e mi è piaciuta, purtroppo però non avevo modo di portarmi via la rivista e così mi sono messa a fare una piccola ricerca nel web... ed ecco cosa si scopre del caro fazzoletto di stoffa...

Articolo pubblicato su La Gazzetta dell’Antiquariato Aprile 2000

Leggero, morbido, inodore o al mentolo, rinforzato per “consistenti raffreddori e rigorosamente in cellulosa per un pratico usa e getta. Questa, salvo eccezioni, è l’odierna immagine del fazzoletto dopo circa 2000 anni di storia legata all’evoluzione del costume.

L’ipotesi di una pezza destinata all’uso è riconducibile ad un editto di Ciro il Persiano con cui diffidava i sudditi dal provvedere in modo sgradevole a certe esigenze. Una traccia più concreta si riscontra nell’antica Roma con definizioni quali orarium per la bocca, sudarium per il sudore, mappa per detergere ad uso conviviale e per dare inizio ai giochi. Muscinium identifica più tardi un accessorio “da naso” volto ad attendere necessità ritenute molto indelicate sia dai Romani che dai Greci (derivando da quest’ultimo il medievale moccichino).

Nel regno Bizantino, che aveva fatto proprio il lusso romano raffinandolo, troviamo al posto d’onore l’orarium. Generalmente bianco, intessuto a fili d’oro e frangiato, doveva essere esibito dalle dame quale accessorio di rango nei cerimoniali, drappeggiato sul braccio sinistro o trattenuto nella mano sinistra, costume acquisito in seguito dalla liturgia con valenza simbolico-cristiana.

Nel volgere del tempo, il fazzoletto si consolida quale accessorio la cui importanza si evince-sempre caratterizzata da molteplici terminologie- da inventari, atti notarili, testamenti, liste di corredo nuziale, scritte contabili e ordinativi.

Scopriamo così in Italia il panetto (il Duca Galeazzo Maria Sforza nel 1475 richiede a tale Panigarola “400 panetti da naso per nostro uso”), il sudarolo (da sudarium) e i facioletti o fazzoletti (da cui si intravede la contemporaneità d nome).

Immancabile elemento di distinzione “alla mano” di uomini e donne, il fazzoletto trova rilievo, con meticolosità di particolari, anche nell’iconografia d’epoca.

Risaltano, fra il baluginio dell’oro e argento, i voluttuosi ghirigori a merletto, ad ago o fuselli, che sul finire del ‘500, conquistate anche le roccaforti dell’austerità europea nonostante le leggi “suntuarie”, erano ricercatissimi.

Costoso appannaggio di pochi, veniva sottolineato, dai sempre ricchi di arguzia, nelle forme più disparate quali il vecchio indovinello inglese che recita: “cos’è che il re mette in tasca mentre il contadino butta via?”, oppure la frase che facendo capolino dalle cronache francesi così motteggia: “Un uomo, fatta fortuna, non soffia più il naso con la manica”.

Ma la moda è una signora ambiziosa e nel ‘600 chiede maggiore pomposità per il suo compagno d’avventura, che, rigorosamente in lino o seta di 60 cm. di lato, giunge ad un valore tale che il proprietario, in caso di smarrimento ne chiede notizia con avvisi (sperando di vederselo riconsegnare), oppure lo contempla quale bene durevole nella stesura testamentaria nominandone il beneficiario.

Soppiantato nel ‘700, sempre complice la moda, dai nuovi accessori cui dare risalto: ventaglio, ombrello, bastone, tabacchiera etc., il nostro fazzoletto, essendo comunque indispensabile, viene dichiarato “da tasca” al fine di assicurargli una nuova giustificata collocazione in panciotti, manicotti, borsette e scollature.

Le misure ora oscillano fra i 50 e i 70 cm. di lato. E’ personalizzato da cifre ricamate, nella consuetudine, in uno degli angoli.

Il vizio del tabacco da fiuto, come ogni novità che sottolinea uno stato sociale, non tarda a propagarsi accompagnato da un sottofondo di inevitabili starnuti. Da qui alla necessità di provvedere ad un adeguato “supporto di circostanza” il passo è breve: misura 80 cm. di lato e viene definito “da sniffata”!

In cotone colorato, piacevole al tatto, con soggetti a stampa celebranti ricorrenze, culto, fatti politici o avvenimenti di rilievo, in particolare risorgimentali, è il fazzoletto ottocentesco in Italia.

Quello, invece, ornamentale di seicentesca memoria, ritorna in auge con Giuseppina Beauharnais, moglie di Napoleone Bonaparte, che, usando portarlo con frequente malizia alle labbra (anche se le perfide cronache dell’epoca attribuivano al gesto il tentativo di celare denti malsani) costituirà la premessa per l’emulazione da parte delle dame al seguito dell’imperatrice e per la sua rapida diffusione anche fra l’alta e media borghesia.

Ridotto a circa 50 c. di lato, rimane pressoché immutato fino al 1835, epoca in cui si intravedono le trasformazioni culturali e sociali che inevitabilmente influiranno sul costume.

L’uomo infatti adotta una mise sobria, più confacente alla mascolinità, e, accantonati orpelli, marsine ricamate, jabots, decreta trine e merletti prerogativa femminile, adeguato complemento nel contesto del vaporoso romanticismo grazie al quale il fazzoletto vivrà un nuovo trentennio di celebrità. Honoré De Balzac avrà a dire: “La donna elegante si riconosce dal fazzoletto”.

Silenzioso custode di simbolismi: civetteria, amore, odio, gioia o tristezza, nel 1870 il fazzoletto, pur conservando un ruolo rilevante nel corredo nuziale, cede ancora il passo incalzato dalla moda.

Spogliato delle ricchezza delle finiture, rimane con le sole cifre ricamate, e si riducono anche le dimensioni: prima a 40 cm., poi a 30 e infine, dopo la Prima Guerra Mondiale , a 15 cm., pur presentandosi con una nuova ampia scelta di soggetti.

La seconda Guerra ne segna definitivamente il tramonto a tutt’oggi. Ci pare però doveroso concedere a questo vecchio attore l’onore del palco con il plauso per servigi resi all’umanità

Fonte: QUI

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"Se qualcosa o qualcuno non si vede, non significa che sia inesistente... potrebbe semplicemente celarsi
dietro un leggero velo di nebbia, oltre il quale solo animi sensibili riescono a vedere, perchè non si sono piegati
alla razionalità, ma hanno mantenuto quel piccolo lampo di follia che gli da la possibilità di viaggiare anche per mondi astratti...
Non considerate pazze queste persone, ma imparate da esse a vedere oltre il visibile"
di Fairy Violet
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MessaggioTitolo: Re: Storia del Fazzoletto   Gio Apr 28, 2011 1:43 pm

Bellissimo post, FairyViolet! E' cosi affascinante scoprire che dietro un oggetto cosi' comune si nasconda invece una storia cosi' lunga ed intrigante...

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MichaelaFairy
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MessaggioTitolo: Re: Storia del Fazzoletto   Gio Apr 28, 2011 1:52 pm

I never knew that the handkerchief has so interesting history.I found interesting how the handkerchief became smaller in size, also the symbolism and the importance in its history.

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